CIRCOLARE GB SAFETY SRL DEL 17/01/2022

principali modifiche al D. Lgs. 81/08 “Testo Unico Sicurezza” 

Cosa cambia con la Legge di conversione del Decreto Fiscale 

Modifica all’art. 18 e 19 del TUS: Introdotta la nomina obbligatoria del preposto e nuovi obblighi preposto; 

Modifica all’art. 37 del TUS: entro il 30 giugno 2022 revisione degli Accordi Stato-Regioni sulla formazione in salute e sicurezza; (ridefinizione anche dell’obbligo addestrativo; formazione in presenza dei preposti, obbligo formativo del datore di lavoro); 

Modifica all’art. 55 del TUS: modificato l’apparato sanzionatorio per datore di lavoro e dirigente; 

➢ nuovo testo di Allegato I. 

Obblighi del datore di lavoro e del dirigente (Art.18) 

Il Decreto Fiscale convertito introduce un nuovo comma “b-bis” nell’elenco delle attribuzioni di datore e dirigente contenuto all’art.18: le due figure devono individuare il preposto o i preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza (art.19 a sua volta oggetto di profonda modifica): costui non può subire pregiudizio dallo svolgimento di questa attività. 

Obblighi del preposto (art.19) 

Il DL Fiscale convertito integra completamente la lettera a) dell’art. 19 sui compiti del preposto. 

Oltre a sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché’ delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei DPI, dovranno «intervenire per modificare il comportamento non conforme fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza dell’inosservanza, interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti». 

Preposto e segnalazione delle non conformità (art.19) 

Il Decreto Fiscale aggiunge un nuovo compito per i preposti: dovrà interrompere, se necessario, l’attività in caso rilevi deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e segnalare le non conformità rilevate. 

«f-bis) in caso di rilevazione di deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo rilevata durante la vigilanza, se necessario, interrompere temporaneamente l’attivita’ e, comunque, segnalare tempestivamente al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate»; 

Preposto: individuazione in sede di appalto/subappalto (art.26) 

Sempre a proposito del preposto, il DL Fiscale convertito richiede che in regime di appalto o subappalto i datori di lavoro appaltatori/subappaltatori dovranno comunicare espressamente al committente il personale che riveste il ruolo di preposto. Per farlo introduce il comma 8 bis all’art. 26 del TUS. 

«8-bis. Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, i datori di lavoro appaltatori o subappaltatori devono indicare espressamente al datore di lavoro committente il personale che svolge la funzione di preposto»;

Formazione in sicurezza sul lavoro (art 37): Accordi Stato-Regioni in revisione 

Il DL Fiscale modifica l’art.37 del Testo Unico di Sicurezza annunciando (nel nuovo periodo del comma 2) che entro il 30 giugno 2022 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano è chiamata ad adottare l’accorpamento e la rivisitazione degli accordi attuativi in materia di formazione, incidendo su 

▪ Durata; 

▪ contenuti minimi; 

▪ modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro; 

modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro; 

modalità delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa. 

Addestramento: nuove precisazioni nel comma 5 dell’art.37 

L’art.37, come modificato dal DL Fiscale convertito aggiunge al comma 5 che finora recitava solo: “L’addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro” una ulteriore precisazione: 

«L’addestramento consiste nella prova pratica, per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale; l’addestramento consiste, inoltre, nell’esercitazione applicata, per le procedure di lavoro in sicurezza. Gli interventi di addestramento effettuati devono essere tracciati in apposito registro anche informatizzato»; 

Formazione obbligatoria anche per il datore di lavoro (art.37 comma 7) 

La vera e propria novità del DL Fiscale è l’introduzione della formazione obbligatoria anche per il datore di lavoro, figura che compare ora nel nuovo comma 7 dell’art. 37 fra i soggetti che, insieme a dirigenti e preposti deve ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro 

Il comma 7 dell’art. 37 è sostituito dal seguente: 

«7. Il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti ricevono un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, secondo quanto previsto dall’accordo di cui al comma 2, secondo periodo»; 

Formazione del preposto (art. 37 comma 7-ter) 

Il DL Fiscale convertito relativamente al preposto richiede la modalità formativa in presenza e ripetuta con cadenza almeno biennale «e comunque ogni qualvolta sia reso necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi»; 

Sanzioni per il datore di lavoro e dirigente (art.55) 

Il DL Fiscale in sede di conversione aggiorna la lettera c) dell’art. 55 che riporta l’elenco delle sanzioni per datore di lavoro e dirigente prevedendo l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro anche per la violazione dell’articolo 37, comma 1, lettera7- ter (il nuovo obbligo formativo a cadenza biennale del preposto). 

Calano invece le sanzioni, arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro (invece che da 1.500 a 6.000 euro) per le violazioni di cui all’art. 18 comma 1, lettere a) nomina medico, d) fornitura DPI e z) prima parte (aggiornamento misure di prevenzione per mutamenti organizzativi/produttivi), e 26, commi 2 e 3, primo periodo (contratti di appalto e somministrazione, obblighi di coordinamento fra datori di lavoro e subappaltatori) e, si aggiunge per le violazioni dell’art. 26 comma 8 bis.

Sospensione attività imprenditoriale: in quali casi? – Nuovo Allegato I al TUS 

Il DECRETO FISCALE sostituisce completamente l’ ALLEGATO I del Testo Unico di Sicurezza, dedicato alle “GRAVI VIOLAZIONI AI FINI DELL’ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE” con un nuovo testo di Allegato I. 

Prima l’allegato richiamava 

Violazioni che espongono a rischi di carattere generale 

▪ Violazioni che espongono al rischio di caduta dall’alto 

▪ Violazioni che espongono al rischio di seppellimento 

▪ Violazioni che espongono al rischio di elettrocuzione 

▪ Violazioni che espongono al rischio d’amianto 

Ora invece, il nuovo Allegato prevede delle “Fattispecie di violazione” che portano alla sospensione dell’attività imprenditoriale (ai sensi dell’art. 14 comma 1) e gli importi di sanzione aggiuntiva. 

Il DL Fiscale riporta dunque una Tabella che mette insieme la fattispecie e la sanzione e indica anche l’importo della somma aggiuntiva. FATTISPECIE 

SANZIONE 

1 

Mancata elaborazione del Documento di valutazione dei rischi 

Euro 2.500 

2 

Mancata elaborazione del piano di Emergenza ed evacuazione 

Euro 2.500 

3 

Mancata formazione e addestramento 

Euro 300 per ciascun lavoratore interessato 

4 

Mancata costituzione del Servizio prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile 

Euro 3000 

5 

Mancata elaborazione del Piano operativo di sicurezza (POS) 

Euro 2.500 

6 

Mancata fornitura del Dispositivo di Protezione individuale contro le cadute dall’alto 

Euro 300 per ciascun lavoratore interessato 

7 

Mancanza di protezioni verso il vuoto 

Euro 3000 

8 

Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno 

Euro 3000 

9 

Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi 

Euro 3000 

10 

|Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi 

Euro 3000 

11 

Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale) 

Euro 3000 

12 

Omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo 

Euro 3000 

CIRCOLARE GB SAFETY SRL DEL 19/11/2021

MODIFICA DELL’ART.14 DEL D.LGS 81/08 

La presente per informarvi di recenti aggiornamenti normativi che INASPRISCONO le sanzioni sia personali che in relazione alla conduzione dell’intera azienda, in materia di salute e sicurezza dei lavoratori oltre che per la regolarità degli stessi.

In allegato trovate la Circolare n.3/2021 emessa dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che spiega nel dettaglio le novità normative

In particolare con la pubblicazione del DL 146 del 21/10/2021 è stato interamente riscritto l’art.14 del D.Lgs 81/08. Gli aspetti principali affrontati sono:

  • Contrasto al lavoro irregolare (la percentuale di lavoratori non regolari oltre la quale scatta la sospensione delle attività è scesa dal 20% al 10%)

  • Violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro: per le violazioni sotto riportate (vedi tabella), ad oggi, è prevista d’ufficio l’IMMEDIATA SOSPENSIONE DELLA ATTIVITA’ PRODUTTIVA oltre che l’irrogazione delle sanzioni aggiuntive riportate sempre nella tabella. Il tutto comunque non esclude eventuali responsabilità penali/civili già previste dalla normativa prevenzionistica.

Si segnala inoltre che la sospensione avrebbe ripercussioni oltre che sulla singola unità produttiva (es.: cantiere interdetto all’operatività) sull’intera azienda in quanto durante il periodo di sospensione è impedito all’impresa di contrattare con la pubblica amministrazione (es.: presentare offerte e altro). A tal fine, come per il passato, il provvedimento di sospensione sarà tempestivamente comunicato all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, per gli aspetti di rispettiva competenza, al fine dell’adozione da parte del predetto Ministero del provvedimento interdittivo.

A tale riguardo si ribadisce che, il nuovo art. 14 del D.Lgs 81/08, non richiede più che le violazioni siano reiterate per l’emanazione del provvedimento di sospensione. Sarà quindi sufficiente l’accertamento di una delle violazioni contenute nella tabella a seguire (Allegato I al DL 146/221) per consentire l’adozione del provvedimento.

FATTISPECIE 

IMPORTO SOMMA AGGIUNTIVA 

1 

Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi 

Euro 2.500 

2 

Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazione 

Euro 2.500 

3 

Mancata formazione ed addestramento 

Euro 300 per ciascun lavoratore interessato 

4 

Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile 

Euro 3.000 

5 

Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS) 

Euro 2.500 

6 

Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall’alto 

Euro 300 per ciascun lavoratore interessato 

7 

Mancanza di protezioni verso il vuoto 

Euro 3.000 

8 

Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve 

le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno 

Euro 3.000 

9 

Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi 

Euro 3.000 

10 

Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi 

Euro 3.000 

11 

Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale) 

Euro 3.000 

12 

Omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo 

Euro 3.000 

CIRCOLARE GB SAFETY SRL DEL 17/09/2021

GREEN PASS NEL LAVORO PUBBLICO E PRIVATO: NUOVE REGOLE, SANZIONI E CONTROLLI
Dal 15 ottobre scatterà l’obbligo del certificato verde in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati (dagli uffici alle fabbriche, agli studi professionali). È quanto prevede Il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre 2021 (“Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde Covid-19 e il rafforzamento del sistema di screening”).
L’esibizione del Green pass per accedere a lavoro sarà quindi necessaria per tutti i lavoratori, inclusi gli autonomi, ad eccezione soltanto dei soggetti fragili, esentati dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica.
Ma come funzioneranno i controlli? E quali sono le sanzioni previste in caso di violazione?
Sono i datori di lavoro ad essere tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni. Entro il 15 ottobre devono definire le modalità per l’organizzazione delle verifiche. I controlli saranno effettuati preferibilmente all'accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro inoltre individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni. Le modalità di verifica vanno definite entro metà ottobre. Nel privato si potrebbe utilizzare la app «VerifiCa19» già impiegata per treni e ristoranti mentre nel pubblico si potrebbe impiegare la app già sviluppata per le verifiche nelle scuole.

Senza green pass lavoro sospeso e subito stop stipendio
Nel privato il lavoratore è sospeso dalla prestazione lavorativa, fin dal primo giorno di mancata esibizione del Green pass. In entrambi i casi non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per quanto riguarda lo stipendio lo stop scatta subito sia nel privato che nel pubblico. Inoltre, in base al comunicato stampa di palazzo Chigi, per le aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di mancata presentazione del Green Pass, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata del contratto del sostituto e non oltre dieci giorni.

Multe per lavoratori e datori di lavoro
Sul fronte multe, è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro per i lavoratori che accedono al luogo di lavoro senza Green Pass. Per i datori di lavoro che non abbiano verificato il rispetto delle regole e che non abbiano predisposto le modalità di verifica è invece prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro.

LA NUOVA VERSIONE DEL PROTOCOLLO CONDIVISO PER L’EMERGENZA COVID-19

Il protocollo condiviso nella versione del 24 aprile era ancora uno strumento di regolazione cardine per le misure anticovid in ambiente di lavoro, ma era anche uno strumento che cominciava, trascorso più di un anno dalla sua prima stesura, a non essere più in linea con le nuove norme e con le nuove fasi della pandemia. Era necessaria, dunque, una revisione che ne aggiornasse i contenuti e facilitasse l’applicazione del protocollo negli ambienti di lavoro.
La revisione è finalmente avvenuta il 6 aprile 2021 che ha portato alla sottoscrizione non solo della nuova versione del protocollo condiviso, ma anche del “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”
Con questa nuova versione “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro” il protocollo viene modificato anche nel titolo (in precedenza era “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”) correggendo finalmente un’inesattezza formale: il nome corretto del nuovo coronavirus è SARS-CoV-2 e non COVID-19, che è invece il nome della malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2.
Il Protocollo ha l’obiettivo di fornire indicazioni operative aggiornate, finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19.
E conferma, come già indicato nelle precedenti versioni del protocollo, che il virus SARS-CoV-2 “rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione”. Il protocollo contiene, quindi, misure che “seguono la logica della precauzione e seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria”.
Si conferma poi che “la mancata attuazione del Protocollo, che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.

Potrete visionare o scaricare il “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro” al link:
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5383_0_file.PDF

NEWS MARZO 2021

COVID-19 E MISURE DI PREVENZIONE: UNA GUIDA PER LE IMPRESE

Milano, 1 Mar – In relazione alle tante e diverse conseguenze dell’emergenza COVID-19 sul mondo del lavoro, sulle strategie di prevenzione, sulla tutela globale della salute e sicurezza di lavoratori e lavoratrici è indubbio che sia necessario un reale supporto per le imprese. Un supporto che renda consapevoli datori di lavoro e lavoratori delle necessarie misure di contenimento del virus SARS-CoV-2 a partire, ad esempio, da quanto contenuto nei vari protocolli condivisi dalle parti sociali sulle misure di contenimento.   

A fornire alle imprese alcune informazioni sulle precauzioni e misure a cui si devono attenere in questo periodo di emergenza è, ad esempio, un documento regionale prodotto dall’ ATS della Città Metropolitana di Milano e dal titolo “Piccola guida alla ripresa del lavoro nelle aziende non sanitarie o socio-sanitarie in emergenza covid-19”.

https://www.ats-milano.it/portale/Portals/0/emergenza%20coronavirus/MISURE%20DI%20PREVENZIONE%20INFORMATIVA%20PER%20LE%20IMPRESE_IT.pdf